Avanzamento del progetto

 

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Il progetto ha avuto inizio il 01/10/2010 e si è concluso in Gennaio 2013, in anticipo rispetto a quanto previsto, ottenendo ottimi risultati.
Le prime azioni sviluppate hanno riguardato la caratterizzazione dei fanghi e la progettazione dell’impianto pilota. Più in particolare, è stata eseguita una raccolta di analisi chimiche su campioni di fanghi biologici di diversa provenienza ed in periodi diversi dell’anno per avere un data base completo dei possibili fanghi da trattare (act. 3). E’ stato quindi eseguito uno studio sulla permittività dei fanghi in funzione della temperatura e del tempo di esposizione al calore. È stata, inoltre, completata la fase di caratterizzazione dei fanghi, avendo concluso l’intero arco temporale considerato (un anno), la quale ha permesso di ottenere le prime conferme su quanto ci si aspettava sul comportamento dei fanghi all’essiccazione e, soprattutto, i primi dati per il dimensionamento e la realizzazione dell’impianto pilota. L’azione è stata effettuata tramite la realizzazione di apposite schede che riassumono alcune caratteristiche di composizione delle varie tipologie di fango.
Nel contempo si è dato avvio alla progettazione dei primi componenti dell’impianto pilota tramite simulazioni numeriche di un singolo modulo di generatori di microonde basate sulle prime informazioni derivanti dai dati raccolti (Act. 4). E’ stata così realizzata la struttura esterna dell’impianto stesso, il quale è stato progettato con una lunghezza massima di 12 mt, in modo da essere facilmente trasportabile tramite autoarticolato per raggiungere i siti di stoccaggio dei fanghi e non dover così muovere una ingente quantità di fanghi, a volte pericolosi, per le prove.
Successivamente, grazie alle simulazioni numeriche che hanno permesso anche di determinare il corretto posizionamento dei magnetroni e di stimare alcune variabili necessarie alla progettazione definitiva dell’impianto, si è potuto realizzare il progetto definitivo della linea pilota e ne è subito iniziata l’implementazione e la costruzione (Act. 5).
Grazie all’impegno di tutto lo staff COOMI è stata in grado di ultimare anzitempo l’act.6, durante la quale è stato studiato ed applicato il posizionamento del nastro trasportatore su due livelli, onde sfruttare al meglio la lunghezza dell’impianto senza doverne aumentare le dimensioni. Ruolo fondamentale ha avuto la ricerca del materiale da utilizzare per la realizzazione del nastro trasportatore, adatto ad essere sottoposto all’essiccamento combinato con la tecnologia a microonde, nonché lo studio dello spessore del fango da trattare e della velocità di movimento del nastro.
L’impianto risulta ora assemblato in tutte le sue parti, i vari componenti sono stati testati ed hanno risposto positivamente alle aspettative di funzionamento.
L’azione 7 riguardante la pellettizzazione del materiale in uscita dall’impianto, è risultata alquanto laboriosa in quanto l’ipotesi formulata di annettere all’impianto una mattonatrice, si è rivelata non vantaggiosa, sia in termini tecnici che economici (elevata usura dei componenti sottoposti a trattamento). Grazie agli sforzi dello staff, COOMI è stata in grado di trovare un sistema alternativo di agglomerazione dei fanghi, caratterizzato da un coefficiente di usura inferiore, allungando, in questo modo, il ciclo di vita dei componenti dell’impianto. Dopo innumerevoli studi e prove, si è deciso di utilizzare un pellettizzatore a cui sono state apposte alcune modifiche per renderlo più resistente all’usura.
Superato l’ostacolo sopra descritto, lo staff si è dedicato all’assemblaggio dell’intero impianto e all’esecuzione di vari test, con l’obiettivo di verificare che non vi fossero dispersioni non gradite di microonde, valutare il bilancio di massa ed energetico dell’intero processo e calcolare gli indicatori ambientali.
Tutti i test hanno dato esiti positivi; non è stato necessario introdurre un sistema di schermatura dell’impianto in quanto la quantità di microonde che fuoriescono dal macchinario è considerata irrilevante e il bilancio di massa ed energetico risulta migliore rispetto alle tecniche tradizionali di trattamento dei fanghi biologici, se viene utilizzata una fonte già presente in loco di aria calda.
Anche gli indicatori ambientali del sistema risultano migliorati: ad esempio, la mobilità dell’impianto permette di ridurre le emissioni di CO2 prodotte nel trasporto dei fanghi verso gli impianti centralizzati, e il minor contenuto umido dei fanghi determina un minor apporto energetico per la loro combustione.

Per quanta riguarda le attività di disseminazione, COOMI ha realizzato diverso materiale divulgativo generico tra cui: cartelloni, brochure, uno striscione in PVC e insegne luminose.
Altre attività disseminative sono state:

  • Pubblicazioni: sono stati pubblicati vari articoli sui seguenti giornali: "il Piccolo", "in Piazza" e "il Resto del Carlino di Faenza-Lugo".
  • Audiovisivi: sono stati prodotti due audiovisivi, uno esplicativo del trattamento, a processo non ancora concluso, l’altro mostrante il processo una volta assemblato l’impianto.
  • Fiere: partecipazione alla fiera Ecomondo, dal tema “tecnologie innovative ed ecologiche per il trattamento dei rifiuti” a Novembre 2012.
  • Eventi: COOMI ha partecipato a un evento a Siena in occasione del 20° anniversario dalla nascita del programma LIFE organizzato dall’Università di Siena e ha realizzato 2 eventi disseminativi del proprio progetto, uno il 15 Maggio 2012 in occasione del 20° anniversario del programma LIFE+ e uno il 23 Gennaio 2013 per mostrare l’impianto ultimato.
  • Newsletter: è stata prodotta una newsletter appositamente realizzata per il progetto, ottenibile scrivendo a coomi@coomi.it.

L’impegno divulgativo di COOMI non terminerà con la conclusione del progetto; è già stato realizzato un After-Life Communication Plan della durata di almeno 3 anni, con l’obiettivo di accrescere il numero di persone informate sul progetto, interessate a metterlo in pratica o ad adattare la tecnologia ad altre applicazioni.

 

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