Il problema ambientale

 

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Il problema ambientale cui si rivolge il progetto Life "Sludge's Wealth" è rappresentato dallo smaltimento dei fanghi biologici derivanti dalla depurazione delle acque e l'attuale impossibilità di valorizzarli trasformandoli efficientemente in aggregati combustibili ad alto valore energetico, in impianti interessanti abitazioni di dimensioni ridotte.

I fanghi biologici (con contenuto di acqua di circa l'85%) attualmente vengono sottoposti a concentrazione, stabilizzazione e asciugatura.
Nella prima fase, i fanghi vengono concentrati mediante sedimentazione e galleggiamento, nella seconda vengono privati degli agenti patogeni con trattamenti anaerobici, aerobici o chimici e nella terza l'acqua viene parzialmente rimossa per mezzo di essiccazione naturale o per mezzo di una pressa a filtro o per essiccazione a vuoto e centrifugazione.
Recentemente è stato introdotto un sistema di asciugatura assistito da aria calda che richiede l'utilizzo di un getto di sabbia per mischiare i fanghi semi-asciugati ed esporre nuova superficie all'evaporazione.
A seconda della destinazione finale dei fanghi, l'asciugatura può raggiungere il 30% (per la combustione) o il 5-10% (per la discarica).

La procedura prima descritta presenta notevoli problemi di carattere ambientale:

  • bassa efficienza energetica del sistema
  • trattamento molto lungo dal punto di vista temporale
  • basso effetto di stabilizzazione
  • permanenza di un elevato contenuto d'acqua all'interno dei fanghi, che ne penalizza la combustione
  • sviluppo di odori sgradevoli

A livello europeo il problema è di notevoli dimensioni: si stima prudenzialmente che ogni abitante dell'UE produca giornalmente dai 12 ai 18 grammi di fanghi secchi derivanti da reflui biologici.
I metodi di smaltimento dei fanghi, inoltre, sono legati all'aspetto economico: i metodi più utilizzati risultano i meno penalizzanti dal punto di vista dei costi necessari per la realizzazione degli obiettivi.

Nei paesi europei occidentali un terzo dei fanghi biologici viene riutilizzato in agricoltura, mentre nei paesi dell'est europeo ciò avviene in misura superiore (circa il 38% dei fanghi biologici).
La restante consistente parte viene smaltita in discarica, dove prevale l'interramento, con le ovvie conseguenze ambientali.
Ancora oggi, negli impianti di trattamento più piccoli (ubicati in zone popolate da meno di 100.000 abitanti), non è possibile effettuare l'incenerimento di tali rifiuti ed il trasporto dei fanghi verso impianti in grado di svolgere questa azione risulta ostacolato, in quanto non economicamente ed ambientalmente fattibile a causa del coinvolgimento di volumi enormi di prodotto, con i conseguenti rischi ambientali e per la sicurezza.


 

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